MENU

MENU
SICUREZZA IN RETE

Sicurezza in rete

11 marzo 2021 • News

Pubblichiamo di seguito l’articolo di Mauro Franzolini – Segretario Nazionale FenealUil dalla newsletter UIL – SICUREZZA IN RETEcon l’intervista al nostro RLS di tratta (Cantiere Terzo Valico dei Giovi) Florin Spasiuc.

RLS DI TRATTA: UN’ESPERIENZA SINDACALE INNOVATIVA NEL CANTIERE DEL TERZO VALICO.

Siamo di fronte ad uno dei cantieri più grandi del paese: il Terzo Valico, la nuova linea ad Alta Capacità Genova Milano che consentirà di potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa.
La nuova linea si sviluppa complessivamente per 53 km, di cui 36 km in galleria, e tocca 14 comuni delle province di Genova e di Alessandria. Numeri che descrivono la dimensione e la complessità di un’opera strategica per il nostro Paese dove ogni giorno operano più di 2.000 lavoratori.
L’opera si inserisce nel Corridoio Reno – Alpi, uno dei passaggi della rete strategica transeuropea di trasporto (TEN-T core network) che collega le regioni europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale.
L’infrastruttura è prevalentemente costituita da opere in sotterraneo che presentano una lunghezza complessiva di circa 84 km. Lo scavo della Tratta in sotterraneo avviene per il 36% in meccanizzato mediante l’utilizzo di TBM doppio scudate, mentre la rimanente parte (64%) mediante scavo tradizionale “full face”, previo consolidamento del fronte e contorno del cavo.

Come spesso succede in opere caratterizzate da tale complessità realizzativa, dove si svolgono lavorazioni altamente specializzate e contemporaneamente si trovano ad operare numerose imprese diverse tra loro come dimensione e organizzazione, anche nei cantieri del Terzo Valico, nonostante il grande investimento economico sul versante della salute e della sicurezza, si sono verificati diversi incidenti nell’ultimo triennio, alcuni dei quali molto gravi e dove purtroppo hanno perso la vita due lavoratori.

Questo ha reso doveroso un ulteriore sforzo in termini di prevenzione che ha visto coinvolti insieme il Consorzio Cociv, General Contractor, incaricato di realizzare l’opera e le OO.SS. Feneal Filca e Fillea, uniti in una battaglia fondamentale che è quella per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Si è discusso a lungo per individuare le soluzioni migliori, sfruttando al massimo il sistema di partecipazione attiva che resta per noi il più efficace strumento per l’analisi delle criticità quotidiane e per il recepimento delle buone pratiche e da questo confronto è nata, ad inizio 2020, l’Associazione ASSTRA (Associazione per la sicurezza dei lavoratori delle costruzioni per la tratta Terzo Valico dei Giovi). Costituita dalle Organizzazioni Sindacali delle costruzioni di Genova e di Alessandria, a seguito di un importante Accordo Sindacale che le stesse, insieme alle Federazioni Nazionali, hanno stipulato con il Consorzio Cociv.

Una strada mai percorsa e che noi, come Feneal, abbiamo per primi proposto e sostenuto con il principale scopo di fare prevenzione nei cantieri delle opere del Terzo Valico creando un organismo esclusivo al servizio dei lavoratori che garantisca il massimo sforzo per la tutela della loro salute. È nata così la figura del Rappresentante dei lavoratori di tratta, figura alternativa e non sostitutiva del rappresentante di sito produttivo (RLSSP) previsto nel contratto nazionale. L’Associazione ha poi provveduto alla selezione e all’assunzione di tre tecnici specializzati in materia di sicurezza del lavoro, dando loro sia un ruolo di monitoraggio diretto sui numerosi cantieri della tratta, sia un ruolo di coordinamento per i vari RLS eletti nelle decine di Imprese coinvolte nei lavori.

Per capire davvero la portata di questa innovazione ed il suo effettivo funzionamento abbiamo voluto farci raccontare la propria esperienza da uno dei tre tecnici assunti dall’associazione, Florin Spasiuc, Rappresentante di tratta.

“Saluto tutti e ringrazio la Feneal e la UIL per avermi dato la possibilità di raccontare la mia esperienza e la nostra importante attività in campo di sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare nel settore dell’edilizia, da sempre uno dei più colpiti da incidenti gravi e spesso mortali.
Il mio ruolo come RLS di Tratta nel Terzo Valico, unitamente a quello dei miei colleghi, ha avuto inizio nel mese di febbraio 2020.
Considerata la particolarità dei lavori nei cantieri di Terzo Valico, la piena operatività di questa nuova figura ha reso necessario uno specifico percorso formativo, in aggiunta ai vari corsi nell’ambito della sicurezza ed al corso di RLST di 120 ore, già in mio possesso. Questa formazione, della durata di 3 mesi, è avvenuta per lo più sul campo, affiancando gli RSPP ed i loro assistenti. Questo per poter permettere di visionare tutte le lavorazioni, comprenderne i rischi e, in particolare, osservare il rispetto delle norme di salute e sicurezza nei cantieri.  

  1. Nel dettaglio come si svolge il lavoro e quali sono gli strumenti che utilizzate?

  2. Dopo il periodo di formazione è seguita una fase preparatoria e organizzativa nella quale si è passati all’elaborazione del format di verbale con cui svolgere quotidianamente i sopralluoghi in cantiere. In questo modello di verbale vengono descritte le lavorazioni osservate in quel dato momento, ora e giorno, e annotate le osservazioni, criticità e problematiche inerenti la sicurezza, riscontrate a seguito dell’osservazione e del confronto con gli RLS presenti, il tutto completato con le nostre proposte e suggerimenti.
    Una copia del verbale è riservata agli RLS delle imprese ed ha lo scopo, non solo di informare, ma anche di potenziare il loro ruolo partecipativo nelle aziende. Una seconda copia viene rilasciata dopo ogni visita alla direzione di cantiere, in modo da consentire in tempo reale
    eventuali verifiche necessarie ad attuare tempestivamente interventi di risoluzione delle problematiche da noi evidenziate. Una terza copia rimane all’associazione e al rappresentante di tratta che l’ha elaborata, il quale in base ai vari report giornalieri, redige una relazione mensile per ogni cantiere, che verrà poi inviata agli RLS, RSPP, CSE, Direzione di Cantiere e alle Organizzazioni Sindacali.

  3. Puoi farci qualche esempio pratico?

  4. Durante i nostri sopralluoghi, uno dei cantieri che mi ha maggiormente colpito e in parte preoccupato è stato il C.O.P.20 Radimero, dove si procede alla realizzazione della galleria con scavo meccanizzato con una complessità aggiuntiva, la presenza di amianto nella roccia di scavo. Abbiamo osservato che tutti i protocolli delle lavorazioni all’atto pratico risultano essere molto rigidi ed efficaci. È stato organizzato su questo punto anche un incontro al quale hanno partecipato le Organizzazioni Sindacali, ARPA, SPRESAL e rappresentanti dei lavoratori per un confronto in merito. Il monitoraggio, sia del materiale di scavo, che dell’aria, viene effettuato 24ore su 24 e tutti i risultati sono messi a nostra disposizione per visionarli ad ogni visita in cantiere. Fino ad oggi, tutte le visite sono risultate a norma, in base ai DPI usati e all protocollo delle lavorazioni adottato nel cantiere.

Un altro cantiere particolare e il C.O.P.1 Vallemme, dove l’avanzamento al fronte viene effettuato con scavo tradizionale e in presenza di gas metano. In questo cantiere classificato a rischio elevato (classe 2 rischio gas), tutti i mezzi di lavoro, di trasporto e l’impianto elettrico sono rigorosamente certificati atex (antideflagrante). Anche qui il monitoraggio della concentrazione di gas nell’aria è essenziale e viene effettuato (h24) sia con le postazioni fisse che con i rilevatori mobili usati dal personale addetto al monitoraggio.

 

  1. Come valuti nel complesso questa esperienza? Quali sono, secondo te, le criticità e le cose su cui si può lavorare meglio ma, soprattutto, gli aspetti più innovativi su cui continuare ad investire?

  2. In tutti i cantieri osservati abbiamo comunque sempre evidenziato delle problematiche relative alla sicurezza e in qualche caso anche situazioni di pericolo imminente, soprattutto all’interno di imprese di piccole dimensioni e in subaffidamento. Spesso alcune nostre segnalazioni non sono state prese tempestivamente in considerazione, e di questo abbiamo prontamente avvisato i nostri referenti e l’RSPP del consorzio con il quale operiamo in stretta sinergia. Il bilancio di questo primo periodo risulta nel complesso molto positivo e in breve tempo abbiamo osservato con soddisfazione risultati positivi in particolare nel campo del coinvolgimento degli RSL ai quali cerchiamo di trasferire la consapevolezza del loro ruolo strategico ed essenziale al raggiungimento dello scopo finale che è quello della sicurezza.

Non abbiamo fatto sconti segnalando prontamente situazioni di pericolo, che hanno condotto al fermo immediato di lavorazioni mal impostate che mettevano in grave pericolo i lavoratori. In altri casi abbiamo favorito, in seguito alle nostre segnalazioni, il radicale miglioramento delle procedure e dei protocolli di lavorazioni complesse svolte in altri cantieri della filiera.

Oltre al lavoro tecnico, ogni giorno si prova a portare avanti una campagna di sensibilizzazione dei lavoratori sulla cultura della sicurezza e si provano a dare le giuste informazioni e il supporto anche morale e sociale.

Data la nostra posizione di loro rappresentanti esterni non vincolati dall’azienda, i lavoratori si sono avvicinati e si sono molto aperti nel raccontare i loro problemi, sia lavorativi che personali, specialmente in questo periodo di emergenza sanitaria.

In questa fase delicata caratterizzata dai rischi legati all’epidemia da COVID 19  si è notato un notevole aumento della preoccupazione, della pressione e di conseguenza dello stress che, inevitabilmente, aumentano il rischio di infortunio, ma le misure messe in campo ormai da quasi un anno, hanno garantito la gestione dell’emergenza evitando rischi di contagio della popolazione di cantiere, garantendo all’opera di proseguire nel pieno rispetto della qualità del lavoro e della salute dei lavoratori, anche grazie alla piena applicazione dei protocolli sottoscritti a livello nazionale con le OO.SS.

Vale comunque la pena di avviare da subito un progetto per approfondire l’argomento degli attuali rischi psico-sociali legati ai nuovi metodi di lavoro in presenza del COVID19. Tra i nostri obiettivi di questo 2021 c’è infatti anche quello di proporre una nuova forma di valutazione del rischio SLC (stress lavoro correlato), mettendo in pratica la “Metodologia per la valutazione e gestione del rischio SLC” pubblicata da INAIL nel 2017 sulla quale noi cercheremo di dare il nostro contributo frutto di questa importante esperienza tecnica dal grande valore sindacale.”  

VAI ALLA NEWSLETTER UIL ‘SICUREZZA IN RETE’

« »