Vertenza Natuzzi
Natuzzi. Via libera alla cassa integrazione per 1800 lavoratori.
E’ arrivata l’autorizzazione fino al 31 dicembre alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti del gruppo Natuzzi. «La proroga della cassa integrazione straordinaria per tutte le unità produttive della società, con l’impegno ad estenderla per tutto il 2026 dove necessaria, non appena verrà rifinanziata» hanno spiegato FenealUil Filca Cisl e Fillea Cgil. «Tale ammortizzatore è stato autorizzato avendo il MIMIT riconosciuto in Natuzzi “un ‘impresa di interessa strategico nazionale» hanno aggiunto. Di fatto questa scelta vale per tutti i 1800 lavoratori delle sei sedi sia per quelli in cui la cassa era già scaduta e sia per quella rimanente parte il cui ammortizzatore era in scadenza nei primi mesi del 2026 e che sono stati ora tutti quanti uniformati al medesimo provvedimento normativo confidando evidentemente, così come pare altamente probabile, che la norma di finanziamento sulle aziende strategiche di grandi dimensioni come nel caso della Natuzzi venga rifinanziata anche per il 2026 avendo dunque così poi garantita anche un’ulteriore ed importante copertura. Il passo risulta evidentemente importante perchè mette al riparo nel breve periodo e probabilmente con il rifinanziamento nella prossima finanziaria anche nel medio periodo i lavori dall’utilizzo dell’ammortizzatore e può permettere adesso di concentrare la discussione sulla questione del piano industriale che l’azienda dovrà evidentemente elaborare anche alla luce degli ultimi fatti che hanno creato squilibri inaspettati al mercato del settore così come era stato fino a questo momento conosciuto. In questo senso si è evidenziata anche la necessità di un incontro nella cabina di regia già costituita al Mimit. Lo stesso Ministero per il Made in Italy si è riservato di convocare al più presto questo tavolo che sarà l’occasione per poter definire il percorso che dovrà accompagnare la Natuzzi nell’ambito della realizzazione del piano industriale che verrà presentato. Le prossime settimane potranno servire intanto per avviare una serie di confronti tra la stessa azienda e le organizzazioni sindacali per poter comprendere come gestire l’ammortizzatore sociale.
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