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Tragedia al Colosseo

23 settembre 2026 • Edilizia, evidenza

DICHIARAZIONE DELLA SEGRETARIA CONFEDERALE DELLA UIL, IVANA VERONESE, E DEL SEGRETARIO NAZIONALE DELLA FENEALUIL, STEFANO COSTA. “ROMA NON PUÒ MACCHIARE I SUOI MONUMENTI DEL SANGUE DEI LAVORATORI”.

“Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia di Andrea, il giovane operaio specializzato che ha perso la vita lavorando in un cantiere all’interno del Colosseo. Dopo il crollo della Torre dei Conti dello scorso anno, che causò, anche in quella circostanza, la morte di un lavoratore, piangiamo, oggi, un’altra vittima nel comparto dell’edilizia in un sito archeologico. Roma, così come il resto del Paese, non può macchiare i suoi monumenti del sangue dei lavoratori. Attendiamo chiarimenti dal Ministro Giuli”.

È quanto hanno dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, e il segretario nazionale della FenealUil, Stefano Costa.

“Peraltro, il fermo dei lavori all’Anfiteatro Flavio è un atto doveroso, non solo in segno di rispetto per la vittima, ma anche per comprendere cosa non ha funzionato e per evitare altri tragici infortuni, sempre più frequenti nel settore edile. Serve una maggiore attività di prevenzione. L’emergenza degli infortuni gravi e mortali – hanno sottolineato Veronese e Costa – deve diventare una priorità per questo Governo, a partire dagli appalti pubblici. La causa è, ancora una volta, una caduta dall’alto. Ci battiamo ogni giorno affinché ogni luogo di lavoro sia sicuro e, con il progresso tecnologico ormai a disposizione, occorre investire in sicurezza, evitando che alcune lavorazioni vengano ancora effettuate esponendo i lavoratori a rischi elevati pur di comprimere i costi degli interventi”

“Nel solco della campagna Uil, Zero Morti sul lavoro – hanno proseguito i due sindacalisti- chiediamo da tempo più controlli sui cantieri e quindi più ispettori; l’istituzione di un albo nazionale della formazione, che imponga di avere una data certa per le giornate formative effettuate, necessario a evitare il mercato dei certificati; un sistema di assegnazione delle opere che superi il principio del massimo ribasso; una stretta sulla liberalizzazione del subappalto a cascata. Infine – hanno concluso Veronese e Costa – non è più rinviabile dotarsi di una Procura speciale che abbia le competenze per trattare i casi di infortunio e istituire il reato di omicidio sul lavoro”.

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