Bruxelles, la voce del lavoro si fa sentire
BRUXELLES, LA VOCE DEL LAVORO SI FA SENTIRE: «ENOUGH IS ENOUGH. FIX OR SINK EU INC.»
Simo scesi in piazza a Bruxelles, insieme ai 200 dirigenti e delegati UIL e ai sindacati di tutta Europa, per partecipare alla manifestazione organizzata dal sindacato europeo e chiedere una modifica sostanziale del cosiddetto 28° regime europeo, noto come EU Inc. Un progetto presentato come una semplificazione delle normative societarie che, così come è stato concepito, rischia però di tradursi in una riduzione dei diritti e dei salari.
Lo abbiamo detto con chiarezza “non vogliamo un’Europa fondata su un liberismo senza regole, ma un’Europa capace di riaffermare e rafforzare il proprio modello sociale, mettendo al centro il lavoro, i diritti e la dignità delle persone.”
La proposta della Commissione presenta diverse criticità. Innanzitutto, il rischio è che le società possano applicare regole meno rigorose rispetto a quelle dei Paesi nei quali operano, scegliendo di registrarsi in Stati membri con normative più favorevoli alle imprese. In questo modo, anziché contribuire a migliorare le condizioni di lavoratrici e lavoratori che già vivono situazioni di precarietà o di bassi salari, si rischia di creare una pressione al ribasso sulle condizioni di lavoro.
Un secondo elemento di forte preoccupazione riguarda la contrattazione collettiva, le libertà sindacali e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che devono essere pienamente garantiti e non possono essere sacrificati in nome della semplificazione o della competitività.
“Enough is enough. Fix or sink EU Inc.” È questo il messaggio lanciato dalla mobilitazione. La competitività non può essere costruita sulla pelle di chi lavora e non può diventare sinonimo di riduzione dei salari e dei diritti.
“Il 28° regime europeo rischia di diventare un cavallo di Troia per aggirare i contratti nazionali e indebolire le tutele di lavoratrici e lavoratori.” Così il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri. “Per questo chiediamo che il progetto venga profondamente modificato, garantendo il pieno rispetto delle normative nazionali e della contrattazione collettiva. Noi rivendichiamo un’Europa che affronti la sfida della competitività e della transizione, senza lasciare nessuno indietro e che favorisca innovazione e sviluppo, per tutti e tutte. Ecco perché chiediamo che il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea modifichino i contenuti di questa proposta: lo facciamo oggi, in piazza, davanti ai Palazzi dell’Europa; lo faremo nei prossimi giorni, cercando di intervenire, insieme al sindacato europeo, sull’iter legislativo.”
Di fronte alla crisi industriale e alle profonde trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro, servono investimenti, politiche industriali e risposte concrete per chi rischia di perdere il posto di lavoro. Non bastano nuovi piani annunciati dalla Commissione europea.
« Tragedia al Colosseo Auguri a Pietro Pellegrini, Presidente Uniat »










