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Veronese, Panzarella, Tarlazzi

14 febbraio 2024 • Edilizia, News, News salute e sicurezza

Audizione sulla situazione “La situazione della sicurezza sul lavoro nel settore del trasporto ferroviario e dei sistemi di manutenzione è allarmante. Lo è doppiamente, se consideriamo che stiamo parlando della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, ma anche della sicurezza dell’utenza, di tutte le cittadine e i cittadini che utilizzano il trasporto ferroviario per i propri spostamenti”.

Lo sottolineano Ivana Veronese, Segretaria confederale Uil, Vito Panzarella, Segretario generale Feneal Uil, e Claudio Tarlazzi, Segretario generale Uiltrasporti, in occasione dell’audizione sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori nel trasporto ferroviario e nei sistemi di manutenzione, svoltasi oggi al Senato presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

“I temi, purtroppo – hanno sottolineato i tre sindacalisti – sono sempre gli stessi che avevamo messo in luce nell’audizione svolta dopo la tragedia di Brandizzo.

C’è, ancora, la questione degli appalti e dei subappalti: poche imprese hanno le caratteristiche per potersi aggiudicare i lavori e poi subappaltano a imprese del territorio che devono fare i conti con margini di guadagno molto stretti e tempi di esecuzione dei lavori sempre più risicati.

C’è il problema della mancata o non corretta applicazione dei Ccnl delle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e del proliferare dei contratti pirata: con questi, le imprese risparmiano, ma lavoratrici e lavoratori perdono in tutele, formazione, sicurezza e salario.

Infine, ma non ultimo, c’è il tema della responsabilità: non è possibile che, semplicemente firmando un contratto di appalto, RFI, che è la principale stazione appaltante del nostro Paese, possa svincolarsi completamente rispetto alla corretta attuazione e verifica di tutte le norme stabilite in materia di sicurezza.

Tra le nostre richieste prioritarie, dunque – hanno proseguito Veronese, Panzarella e Tarlazzi – abbiamo chiesto una stretta sul sistema dei subappalti, che devono essere possibili solo in alcuni casi specifici. Abbiamo, inoltre, indicato la necessità di una maggiore responsabilità della stazione appaltante, con controlli e verifiche sui cantieri e rispetto alla formazione svolta dagli operai, ma anche con l’inserimento nei bandi di gara di clausole stringenti e specifiche per assicurare che i lavoratori delle imprese affidatarie e subaffidatarie siano in possesso di certificazione della formazione rilasciata da sistemi accreditati rispetto al perimetro di riferimento. Abbiamo, poi, rimarcato l’urgenza di investimenti in tecnologia per predisporre sistemi che permettano un più veloce ed efficace meccanismo di controllo, ma che possano anche proteggere dall’errore umano. Abbiamo, infine, rivendicato l’emanazione di un decreto specifico per il settore, in attuazione del D.Lgs. 81/2008, senza dimenticare il tema delle aggressioni, che nel settore sono in forte crescita.

 La precedente audizione, nelle Commissioni riunite Trasporti e Lavoro – hanno concluso i tre dirigenti sindacali – si è svolta all’inizio di settembre dello scorso anno: intervenire sulle tante storture sembrava la priorità più urgente dopo la morte di quei cinque operai. Invece, abbiamo fatto in fretta a dimenticarcene e, cinque mesi dopo, noi siamo ancora qui, a chiedere di mettere mano strutturalmente a un contesto complicato e pericoloso, e provare a evitare un’altra strage”.

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