Sicurezza, formazione e innovazione al centro
Sicurezza, formazione e innovazione al centro. Franzolini: parole d’ordine per una crescita solida.
L’intervista al Segretario Generale FenealUil Mauro Franzolini su Primo Piano Molise.
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– Segretario Franzolini, qual è lo stato di salute del settore delle costruzioni in Italia?
Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha dimostrato una straordinaria capacità di ripresa, trainando l’economia e creando occupazione. Il PNRR e gli incentivi per la riqualificazione energetica e sismica hanno prodotto risultati significativi, aumentando produzione, ore lavorate e salari. Oggi, però, ci troviamo in una nuova fase: il ciclo eccezionale si sta chiudendo e il mercato rallenta. Non siamo tornati alla crisi, ma la spinta straordinaria degli ultimi anni lascia il passo alla necessità di fondare la crescita su basi più strutturate, con imprese più solide, filiere integrate, lavoro regolare e investimenti coerenti in innovazione e formazione. Bisogna tornare a parlare di politica industriale in un Paese che invece sembra andare nel senso opposto.
– Quali le principali criticità da risolvere?
Serve una strategia complessiva che metta al centro qualità, sicurezza, formazione e innovazione, oltre a politiche industriali e abitative lungimiranti. Persistono ancora fenomeni come frammentazione delle imprese, precarizzazione, dumping contrattuale e catene infinite di appalti e subappalti, dove i diritti e le tutele dei lavoratori sono più facilmente compromessi. Si somma poi la carenza di manodopera specializzata e il problema del sotto inquadramento. Risolvere queste criticità significa proteggere salari e promuovere migliori condizioni di lavoro, prevenire lavoro nero e grigio, e garantire la sicurezza nei cantieri. Il nostro strumento principale resta il contratto collettivo, attraverso il quale assicurare uguali diritti a tutti i lavoratori, inclusi gli stranieri, sempre più numerosi nella filiera delle costruzioni.
– Dal periodo del Covid in poi, il tema sicurezza è tornato a essere vera e propria emergenza. Numerose le iniziative e le proposte sindacali, a partire dalla Feneal Uil, ma nulla è cambiato. Sui cantieri si continua a morire, a infortunarsi, ad ammalarsi in modo inaccettabile.
Purtroppo sì, la sicurezza nei cantieri resta una vera emergenza. Gli infortuni e le malattie professionali sono in aumento, a dimostrazione che non si tratta di fatalità, ma di un problema strutturale, aggravato da appalti e subappalti incontrollati, dumping contrattuale, lavoro irregolare e contratti impropri. Non è un caso che circa il 70% delle giornate di infortunio riguardi lavoratori privi di contratto edile, privi quindi delle stesse tutele e della stessa formazione garantita dal sistema di categoria. Un Paese civile non può limitarsi a norme e protocolli: servono controlli continui, mirati ed efficaci, soprattutto nei contesti in cui è più facile aggirare le regole. Accanto a questo, formazione continua e di qualità, una filiera degli appalti più trasparente e il pieno rispetto dei contratti possono davvero fare la differenza. Ma più di tutto serve un cambio di cultura: nessuna morte sul lavoro deve essere considerata inevitabile, nessun infortunio o malattia professionale può essere accettato come il prezzo da pagare per produrre. La sicurezza deve essere un diritto reale, quotidiano e non negoziabile.
– Il vostro è uno dei settori meno interessato, meno “stravolgibile” dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Ma salari, tutele, mancanza di sicurezza come abbiamo già detto, non lo rendono un lavoro appetibile per i giovani.
È vero: la trasformazione digitale non rivoluzionerà completamente e subito i cantieri, ma i cambiamenti sono già molto evidenti in alcune aree del settore. Quindi per noi affrontare questa transizione è fondamentale per governare il cambiamento e non lasciarsi travolgere e soprattutto attrarre i giovani, più pronti e motivati ad affrontare le nuove sfide tecnologiche. Rendere il lavoro nelle costruzioni dignitoso, stabile e sicuro è la chiave per costruire continuità generazionale e professionalità qualificate. Solo così potremo affrontare efficacemente la transizione ecologica e digitale, garantendo che le nuove competenze siano parte integrante del futuro del settore.
– Un tema strettamente collegato a tutti gli altri che abbiamo trattato è quello della formazione.
La formazione non è più opzionale: è il motore per garantire sicurezza, qualità del lavoro e innovazione. Formare lavoratori consapevoli significa anche valorizzare le imprese e l’intera filiera, rendendo possibili investimenti in nuove tecnologie, materiali sostenibili e pratiche costruttive più efficienti. Gli enti bilaterali, le Scuole Edili e i percorsi certificati devono diventare strumenti centrali per accompagnare questa trasformazione.
– In Molise c’è un’altra emergenza: il gap infrastrutturale che frena la crescita della regione. Qual è il messaggio che, anche su questo terreno, lancerete alle istituzioni dal congresso della Feneal Molise insieme ai vertici regionali del sindacato?
Dal Molise lanceremo un messaggio chiaro: lo sviluppo della regione passa anche da investimenti infrastrutturali strategici e sostenibili. Non si tratta solo di creare cantieri, ma di costruire un territorio sicuro, accessibile e attrattivo per imprese e lavoratori. È una sfida che unisce sicurezza, occupazione, innovazione e coesione sociale: il sindacato deve farsi portavoce di questa visione, sollecitando le istituzioni a politiche coerenti e durature.
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