16 settembre 2026 • Edilizia, News, News Territoriali
I lavoratori dello scavo tradizionale, impegnati nelle opere del raddoppio ferroviario, hanno respinto all’unanimità la proposta del Consorzio, ritenendola insufficiente rispetto alle reali condizioni di lavoro. Parliamo di operai impegnati in gallerie, in condizioni di particolare disagio, con lavorazioni che richiedono quotidianamente professionalità specializzate e polivalenti. Sono gli stessi lavoratori che, per mesi, sono venuti incontro alle esigenze organizzative dell’azienda, garantendo più turni e contribuendo concretamente all’avanzamento del cantiere.
A questi lavoratori, che già affrontano gli effetti del caro vita e che ogni giorno mandano avanti un’opera complessa, non può essere presentato il conto di una spending review aziendale attraverso la riduzione o la messa in discussione di trattamenti economici già riconosciuti.
Se esiste la necessità di razionalizzare i costi, si cominci altrove: dalla struttura aziendale, dai costi di gestione e, soprattutto, dai suoi livelli dirigenziali. Non è accettabile che il risparmio venga cercato ancora una volta nelle tasche di chi lavora materialmente in galleria e produce l’avanzamento dell’opera.
Per queste ragioni, giudicata insufficiente la proposta aziendale, è stato proclamato lo sciopero di 8 ore per ciascun turno a partire dal primo turno del 16 settembre.
Le organizzazioni sindacali, pur riservandosi la possibilità di ulteriori forme di protesta, restano aperte alla strada del dialogo affinché venga individuato un percorso che si avvicini alle legittime istanze degli operai.
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