8 ottobre 2026 • Edilizia, Evento, evidenza, News, News salute e sicurezza
BILATERALITÀ EDILE, FRANZOLINI (FENEALUIL): «UN SISTEMA CHE HA FATTO LA STORIA DEL SETTORE, ORA DOBBIAMO FARLO CRESCERE ANCORA»
Il Segretario Generale della FenealUIL Mauro Franzolini è intervenuto oggi a Bologna, nell’ambito del SAIE, alla tavola rotonda sulla bilateralità edile organizzata con CNCE e Formedil.
La bilateralità edile ha una storia straordinaria: oltre cento anni di risultati e conquiste costruite dalle parti sociali. È un patrimonio importante del nostro settore, di cui andiamo fieri e che dobbiamo continuare a valorizzare. Proprio per questo abbiamo anche il dovere di guardare a ciò che può essere migliorato. Oggi abbiamo risorse importanti che devono tornare al lavoro attraverso servizi, prestazioni, sicurezza e prevenzione”. Così il Segretario Generale FenealUil Mauro Franzolini oggi a Bologna, nell’ambito del SAIE.
“Penso soprattutto alla sicurezza: se solo il 46% delle risorse destinate alle visite tecniche si traduce in attività nei cantieri, con una concentrazione territoriale che va migliorata, abbiamo un margine enorme per rafforzare la prevenzione. Per questo serve una nuova capacità riformatrice. E lo dimostrano le tante conquiste e riforme introdotte come Sanedil e FNAPE, che hanno superato resistenze iniziali migliorando le prestazioni e, in alcuni casi, riducendo i costi. Chi governa la bilateralità ha un onore e insieme una responsabilità: confrontarsi e avere il coraggio di innovare. Non per mettere in discussione la bilateralità, ma per rafforzarla e renderla sempre più capace di rispondere ai bisogni di imprese e lavoratori.” “Questo vale anche sul tema dell’immigrazione – conclude Franzolini. – In alcune Casse Edili oltre il 50% dei lavoratori è costituito da stranieri, che contribuiscono ogni giorno al lavoro e allo sviluppo del Paese. Si tratta innanzitutto di persone e comunità che possono e devono rappresentare un valore aggiunto per l’Italia. La risposta, quindi, non può essere la ‘remigrazione’, ma l’integrazione, la regolarizzazione e la formazione, senza dimenticare quello che è stato per i nostri emigrati e il valore che ha avuto per loro la possibilità di costruirsi una nuova vita.”
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