Consiglio Nazionale FenealUil
Mauro Franzolini FENEALUIL: “Serve una visione industriale. L’Italia esca dall’immobilismo, l’Europa difenda il suo sistema produttivo”.
“L’Italia e l’Europa hanno bisogno di ritrovare una visione industriale. Il nostro Paese continua troppo spesso a rincorrere le scelte imposte dalle emergenze o dall’Unione europea, senza una strategia capace di guardare al futuro.” Così il Segretario Generale FenealUil Mauro Franzolini nel corso del Consiglio Nazionale della Federazione. “È questa immobilità della politica nazionale che oggi rischia di indebolire la competitività del nostro sistema produttivo. Le costruzioni continueranno a rappresentare un settore strategico, ma non possiamo pensare di vivere di rendita. Il Piano Casa, ad esempio, è ancora una cornice che attende di essere riempita di contenuti concreti, risorse adeguate e tempi certi. Senza investimenti strutturali e una politica industriale all’altezza delle sfide che abbiamo davanti, sarà difficile dare risposte al bisogno abitativo e sostenere la crescita. Allo stesso tempo – prosegue Franzolini – è necessario dare una forte sveglia all’Europa. Non possiamo continuare a chiedere alle nostre imprese di rispettare standard ambientali sempre più rigorosi senza pretendere le stesse regole da chi esporta i propri prodotti nel mercato europeo. Le politiche ambientali sono una priorità e rappresentano un obiettivo irrinunciabile, ma devono essere accompagnate da strumenti che garantiscano condizioni di concorrenza eque. Altrimenti il rischio è quello di favorire produzioni realizzate in Paesi dove le tutele ambientali e spesso anche sindacali non esistono, penalizzando le imprese europee e mettendo a rischio intere filiere industriali.
Investire nella transizione ecologica significa coniugare sostenibilità, innovazione e lavoro di qualità. Per questo chiediamo all’Europa di difendere la propria base industriale e all’Italia di uscire dall’immobilismo, costruendo finalmente una strategia di sviluppo che metta al centro investimenti, competitività e occupazione.”
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