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Cantieri WEBUILD

16 ottobre 2026 • Edilizia, evidenza, News

CANTIERI AV/AC WEBUILD, FRANZOLINI E COSTA (FENEALUIL)

OLTRE 500 LAVORATORI COINVOLTI DAI FERMI. LE CONTROVERSIE CONTRATTUALI NON POSSONO BLOCCARE LE OPERE. OCCORRE AGIRE RAPIDAMENTE PER RIPRISTINARE PIENA OPERATIVITÀ.

Si è svolto ieri, presso RFI Spa, l’incontro richiesto da FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil sui fermi in numerosi cantieri ferroviari, in particolare sulle tratte AV/AC. Le interruzioni, decise da WeBuild, socio di maggioranza delle società consortili che realizzano le opere e alla guida del COCIV, general contractor del Terzo Valico dei Giovi, hanno portato all’attivazione unilaterale della cassa integrazione ordinaria. In particolare, Seli Overseas, società controllata al 100% da WeBuild, ha richiesto la CIGO per oltre 500 lavoratori su due commesse.
“Nel corso dell’incontro – spiega Stefano Costa, segretario nazionale FenealUil e responsabile Grandi Opere – abbiamo rappresentato a RFI la forte tensione nei cantieri sospesi e la crescente preoccupazione tra imprese subappaltatrici e lavoratori anche sulle altre opere, per il rischio che le attività non possano proseguire regolarmente. Abbiamo chiesto soluzioni immediate per garantire la continuità dei lavori e tutelare l’occupazione. RFI ci ha confermato che il confronto con WeBuild sul contenzioso complessivo, relativo ad affidamenti per oltre 25 miliardi di euro, è ancora aperto e non ha subito interruzioni. Ha inoltre riferito che non ravvisa motivazioni contrattuali che giustifichino i fermi. RFI ha comunicato di aver già inviato diffide per le interruzioni della produzione e ha confermato il riconoscimento delle revisioni dei prezzi previste dal Decreto Aiuti 2025.”
“Prendiamo atto di quanto emerso – prosegue e commenta Costa – ma adesso servono risultati concreti. Il confronto tra le parti non può restare separato da ciò che accade nei cantieri: le distanze contrattuali non devono tradursi in sospensioni delle attività e in conseguenze occupazionali per centinaia di lavoratori. Occorre agire rapidamente per ripristinare la piena operatività.”
“Il fermo delle attività e il ricorso alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori non possono essere considerati normali né accettabili”, aggiunge Mauro Franzolini, segretario generale FenealUil. “Parliamo di opere ferroviarie strategiche per il Paese, che non possono essere bloccate da controversie tra aziende scaricandone le conseguenze sui lavoratori e sulle loro famiglie. In un contesto in cui sono rimasti pochi grandi gruppi italiani in grado di realizzare infrastrutture di questa complessità, il ruolo di WeBuild è strategico. Ancor di più alla luce dell’operazione con cui il gruppo punta ad acquisire il controllo di Trevi, azienda leader nel settore delle fondazioni speciali. Ci aspettiamo quindi un segnale immediato per superare i fermi e riprendere le attività. In caso contrario, il rischio è che una situazione che auspichiamo ancora di poter risolvere si trasformi in una crisi più ampia.”
Costa e Franzolini chiedono quindi un confronto ai massimi livelli, con tutti i soggetti interessati, per superare le criticità contrattuali, riavviare i cantieri e garantire il rientro di tutte le maestranze coinvolte. “Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Anche il Governo deve intervenire per evitare che il settore delle costruzioni si fermi, mettendo a rischio il completamento delle opere in corso e l’occupazione. La priorità è tutelare lavoratrici e lavoratori, che non possono pagare il prezzo di controversie che non dipendono da loro. Il prezzo dei contenziosi non può ricadere su chi lavora”, concludono.

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