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Sardegna. Incontro tra l’assessore, l’azienda di Stato, sindacati e imprese

10 aprile 2015 • News Territoriali

NOTIZIE DAL TERRITORIO

LANUOVA SARDEGNA

Anas: «Su 100 lavoratori 80 arrivano dall’isola» Incontro tra l’assessore Maninchedda, l’azienda di Stato,

sindacati e imprese Si studia un progetto per regolare il reclutamento on line dei lavoratori

CAGLIARI Non era mai successo che si trovassero allo stesso tavolo le imprese che stanno lavorando alla

costruzione della Sassari-Olbia, i sindacati, l’Anas, l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, i

funzionari dell’assessorato al Lavoro. Incontro utile per capire come procedono i lavori ma anche per sapere

come avviene il reclutamento del personale. Sui cantieri della Sassari Olbia stavano lavorando ieri 376

persone ma il numero è maggiore perché alcuni cantieri stanno finendo i lavori. Su cento lavoratori delle

imprese appaltatrici, 80 sono sardi, con punte che arrivano al 92%. Dei 376 lavoratori impegnati, 50 sono

assunti a tempo indeterminato dall’impresa Aleandri che lavora sul Lotto numero 1 e muove contratti per 32

miliardi di euro; poi 160 persone (diretti, fornitori e subappaltatori) lavorano sul Lotto 0, mentre gli altri lotti

sono in fase di avvio, (il primo di questi sarà inaugurato la prossima settimana). I rappresentanti delle imprese

appaltatrici hanno spiegato di aver trovato nell’isola «ottime professionalità», personale altamente

specializzato, molti lavoratori rientrati in Sardegna per via della crisi del settore che non ha risparmiato alcuna

regione d’Italia. «La percentuale di manodopera sarda è alta», ha spiegato l’assessore Paolo Maninchedda,

«e questo è il dato emerso per la prima volta. Non si tratta solo di manovali ma anche di persone poco

qualificate. Ma ci sono anche tanti operai specializzati e soprattutto carpentieri». Resta il problema del

reclutamento: «Non è regolato in alcun modo», afferma Maninchedda, «non avviene attraverso i Centri servizi

per il lavoro o il Sil, ma con il passaparola. Questo significa che il reclutamento intercetta con difficoltà le crisi

della grande industria, cioè non si attinge da chi è in mobilità o disoccupato, ma si va avanti con il metodo

consueto di presenterai in cantieri e proporsi. È un elemento che ci deve far riflettere: dobbiamo far

conoscere alla imprese alcune possibilità che hanno di impiegare le persone, qualificate, espulse dal sistema

produttivo». Per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro – come hanno chiesto i sindacati di

categoria Fillea-Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, l’obiettivo della Regione sarà quello di dar vita a un cruscotto

telematico del matching: una piattaforma on line con tutti i dati dei lavoratori disoccupati.

 

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