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Franzolini al Consiglio regionale FenealUil Emilia Romagna

28 luglio 2026 • News, News Territoriali

Emilia-Romagna, il Consiglio regionale Feneal rilancia l’impegno sul territorio dopo la regionalizzazione

Si è svolto ieri a Bologna il Consiglio regionale della FENEALUIL Emilia-Romagna, un importante momento di confronto e condivisione che ha visto la partecipazione del Segretario generale Mauro Franzolini, del Segretario organizzativo nazionale Pierpaolo Frisenna e del Segretario UIL Emilia-Romagna Marcello Borghetti.
Nel suo intervento, Franzolini ha innanzitutto espresso vicinanza e pieno sostegno alla UIL Emilia-Romagna, sottolineando come il valore della collaborazione può rappresentare un punto di forza per affrontare insieme le sfide del mondo del lavoro. Il Segretario generale si è quindi soffermato sul percorso di rinnovamento avviato dalla categoria dopo la regionalizzazione della FENEALUIL Emilia-Romagna, ringraziando il Segretario generale regionale Riccardo Galasso e tutti i compagni della Segreteria regionale.

“Ho ascoltato con attenzione e interesse i tanti nuovi dirigenti che sono intervenuti: rappresentano il futuro e il rilancio della nostra organizzazione. Insieme dobbiamo rafforzare sempre di più la nostra presenza e la capacità di ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori, per rappresentarli nel migliore dei modi. Dobbiamo essere i portatori delle tante battaglie e campagne promosse dalla Confederazione, difendendo l’idea di un cambiamento concreto su più fronti, perché siamo una categoria ‘viva’, che ogni giorno si mette al servizio delle persone per rendere loro la vita migliore”.
Franzolini è poi tornato a parlare di futuro delle costruzioni, ribadendo la necessità di andare oltre la stagione del PNRR con una vera politica industriale, capace di valorizzare il settore e superarne criticità e distorsioni. Tra le priorità indicate, “che – ha affermato – hanno necessità di una programmazione pluriennale e di visione strategica”, figurano investimenti nelle politiche ambientali, stabilizzazione dei lavoratori immigrati, e un percorso di qualificazione del settore che superi la logica del massimo ribasso e dell’improvvisazione, “perché oggi è ancora troppo facile entrare nel mercato delle costruzioni senza adeguati requisiti professionali, organizzativi e di sicurezza. Solo valorizzando le imprese sane, il lavoro qualificato e l’innovazione – ha concluso – sarà possibile garantire maggiore sicurezza nei cantieri, occupazione di qualità e uno sviluppo sostenibile del comparto.”

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