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Progetto Italia

31 ottobre 2019 • Edilizia, evidenza, News

IL POLO INTORNO A SALINI È L’UNICA MOSSA PER RILANCIARE IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Dai sindacati sì a Progetto Italia. Così si sbloccheranno opere per 16 miliardi, senza distorcere il mercato ma dando indotto e valore alla filiera.

Nel giorno dell’assemblea 2019 dell’Ance, durante la quale il presidente Gabriele Buia è tomato a ribadire la lentezza nell’apertura di un tavolo di crisi del settore delle costruzioni, le sigle sindacali italiane si sono schierate a favore dell’operazione di sistema creata da Salini Impregilo con il supporto di Cassa Depositi Prestiti. Non solo per preservare 800 mila posti di lavoro circa, ma per rilanciare quella che era una fetta importante dell’economia italiana che pesava per il 12% sul pil, contro l’8% attuale. Specie considerando, secondo i dati Istat forniti ieri, come l’indice di fiducia delle aziende sia diminuito solo nel comparto delle costruzioni, 143,2 a 141,3. Come sottolinea Vito Panzarella, segretario generale Feneal Uil, «Progetto Italia avrà un impatto benefico su un settore che è stato martoriato negli ultimi anni ed è questa la ragione per cui tutti i sindacati hanno puntato e continuano a puntare sul progetto». Anche perché, ha proseguito Panzanella, «se vogliamo affrontare le sfide del prossimo futuro, e competere a livello mondiale, abbiamo bisogno di grandi infrastrutture e di aziende strutturate per realizzarle, eliminando la disarticolazione delle aziende esistente oggi». Un’apertura che si contrappone anche alle preoccupazioni sollevate da Ance riguardo una possibile distorsione del mercato. Come nota Franco Turri, segretario generale Filca-Cisl, «Salini fattura il 93% all’estero, il 7% in Italia, e in alcun modo questa operazione va a incidere sulla concorrenza; anzi, in Italia i grandi appalti vanno deserti perché non esistono più grandi gruppi, con il rischio che non esistano più aziende in grado di costruire grandi opere». La fotografia dei cantieri italiani, scattata da Ance, rivela infatti una lista di 749 opere bloccate per 62 miliardi di euro. Secondo Salini Impregilo, però, permetterà di riattivare circa 36 miliardi di opere sopra i 100 milioni di valore attualmente congelate. Parere confermato dal segretario generale Fillea Cgil Alessandro Genovesi, che descrive come «Progetto Italia è il vero sblocca cantieri finanziario che può qualificare all’estero anche la catena dei fornitori di servizi e opere».

Fonte: MF – Italia Oggi 

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