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PONTE MORANDI

Ponte Morandi, a due anni dal crollo

13 agosto 2020 • Edilizia, evidenza, News

PONTE MORANDI:
PANZARELLA (FENEAL UIL), ‘SIMBOLO DI UNA SITUAZIONE DEL PAESE.’

“Politica industriale su infrastrutture guardi ai prossimi 10 anni, non ai prossimi 20 giorni.”

Roma, 13 ago. (Adnkronos/Labitalia) – “Quello che è successo al Ponte Morandi è il risultato di anni e anni di superficialità nella manutenzione, e non è stato certo un caso. E’ il simbolo di una situazione del Paese, e ora ci si deve impegnare perché queste cose non accadano mai più”.
A dirlo ad Adnkronos/Labitalia è Vito Panzarella, segretario generale del sindacato degli edili Uil, la Feneal. Per fare questo, continua Panzarella, “bisogna avere una politica industriale sulle infrastrutture che guardi ai prossimi 10 anni e non ai prossimi 20 giorni, in vista di una qualunque consultazione elettorale”.
Una pianificazione tanto più necessaria in un Paese come il nostro “caratterizzato da un territorio complicato dal punto di vista idro-geologico, da infrastrutture che hanno abbondantemente superato il mezzo secolo di vita, e con manutenzioni non certo all’altezza, sia da parte di chi doveva effettuare gli interventi sia da parte di chi questi interventi doveva controllare”, ricorda il leader della Feneal.
“Sul Ponte Morandi ci sono responsabilità da accertare: e lo dobbiamo fare per rispetto delle 43 vittime e di tutto il Paese”, avverte. Ma ora ci saranno anche fondi da investire nelle infrastrutture. “La cosa più importanti è spenderli bene – sottolinea Panzarella – senza scorciatoie. Perché anche il cosiddetto ‘modello Genova’ non è la Bibbia. E’ una formula che ha funzionato per quella situazione, ma che non è replicabile”.
Panzarella spiega il perché: “Intanto, lì si doveva ricostruire un ponte esattamente nel punto in cui prima c’era l’altro e quindi non sono state necessarie alcuni valutazioni ambientali. Poi – prosegue – c’era già un progetto esecutivo donato da Renzo Piano, e poi c’erano in loco due grandi imprese, Fincantieri e Salini, pronte a partire”.  E “non dimentichiamoci – evidenzia Panzarella – che il nuovo Ponte S. Giorgio è stato possibile anche grazie ai moltissimi lavoratori edili, che hanno lavorato ininterrottamente, 24 ore al giorno, anche durante le feste e anche durate l’emergenza Covid”. La lezione di Genova deve essere un faro anche nell’approvazione del dl Semplificazioni su cui il sindacato ha una posizione chiara: “Con la scusa di semplificare e sburocratizzare qualcuno vorrebbe liberalizzare tutto, ammazzando anche il mercato”. “Il problema degli appalti non è nelle gare – spiega Panzarella – ma in quello che c’è a monte, nelle fasi autorizzative che vanno velocizzate anche grazie all’assunzione di almeno 15.000 tecnici nella Pa”.

(di Mariangela Pani)

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