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Italcementi – Heidelberg

18 marzo 2016 • News Territoriali

DAL CORRIERE DELLA SERA

Italcementi ad Heidelberg in estate Le sinergie salgono a 400 milioni
Salta l’incontro con i sindacati, lunedì quattro ore di sciopero nella sede centrale

DI Donatella Tiraboschi
Italcementi ha mostrato ieri, nello stesso giorno, due facce di una stessa medaglia. Quella di Heidelberg Cement, che ha diffuso i dati del 2015 (ricavi per 13,5 miliardi di euro, +7% con un dividendo di 1,30 euro per azione), e quella dei sindacati, che annunciano 4 ore di sciopero dei lavoratori della sede centrale di Bergamo per il prossimo lunedì, giorno in cui era previsto un incontro saltato proprio ieri. «Con l’acquisizione di Italcementi stiamo rafforzando la nostra posizione sul mercato globale in modo ideale». Così ha commentato il ceo di Heildeberg Cement, Bernd Scheifele, nella lettera messa a corredo del bilancio in cui si delineano modi e tempi per il closing di Italcementi. Confermati e dettagliati in due tranches: la prima con l’acquisto del 45% in mano ad Italmobiliare della famiglia Pesenti e la seconda con un’offerta pubblica d’acquisto agli azionisti. L’operazione, complessivamente, comporterà un esborso di 3,7 miliardi, di cui, sottolinea Heidelberg Cement, 645 milioni sono già stati finanziati con un’emissione di bond lo scorso gennaio, mentre altri 2,7 miliardi verranno garantiti da un finanziamento ponte. Le sinergie, cioè i minori costi di gestione, derivanti dall’acquisizione, sono state portate a 400 milioni: erano stimate a 175 al momento dell’acquisto e a 300 nel successivo target. Quanto ai tempi, l’operazione dovrebbe concludersi, ha azzardato ieri lo stesso Scheifele, nei primi mesi (estivi) del secondo semestre dell’anno. Mentre si sono concluse con successo le trattative con le autorità antitrust in India, Marocco, Canada e Kazakhistan, sono ancora in corso quelle negli Stati Uniti e in Europa. Ed è proprio su questo tasto che battono i sindacati. «La mobilitazione è proclamata contro l’assordante silenzio dell’azienda che sembra nascondersi dietro le regole dell’Antitrust per poter decidere liberamente del futuro delle migliaia di lavoratori e in particolare di quelli della sede centrale, che saranno fortemente colpiti da queste decisioni» sostengono Luciana Fratus della Fillea-Cgil, Danilo Mazzola di Filca-Cisl e Giuseppe Mancin per Feneal-Uil. «La protesta è anche contro l’altrettanto vistosa assenza del governo e della Regione: in questa vertenza le istituzioni si stanno rivelando semplici spettatori più che protagonisti. Chiediamo alle istituzioni di farsi parte attiva affinché i tedeschi investano in Italia: non siamo disposti ad assistere passivamente a scelte che rischiano di incidere sui livelli occupazionali e sulle professionalità del Gruppo», concludono i sindacalisti. Intanto sono stati resi noti i nomi della lista per il rinnovo del cda di Italcementi (che non ha rilasciato commenti sul bilancio di Heidelberg) nell’assemblea convocata per l’8 aprile. Le candidature sono quelle di Giulio Antonello, Giorgio Bonomi, Victoire de Margerie, Lorenzo Renato Guerini, Italo Lucchini, Maria Martellini, Carlo e Giampiero Pesenti, Claudia Rossi, Carlo Secchi, Laura Zanetti, Fritz Bukard. Pietro Caliceti e Elisabetta Beatrice Cugnasca, invece, rappresenteranno gli investitori istituzionali nella lista di minoranza.

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