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I 70 anni della Feneal

23 settembre 2021 • evidenza, News

 

22 – 23 SETTEMBRE ANNIVERSARIO FENEALUIL

DA 70 ANNI COSTRUTTORI DI DIRITTI E TUTELE

PARK HOTEL CENTRO CONGRESSI POTENZA

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RASSEGNA STAMPA

Si sono dati appuntamento, oggi, a Potenza i componenti del Consiglio Nazionale FenealUil per festeggiare la loro organizzazione sindacale, che 70 anni fa nasceva proprio in questa città.  Ieri la posa della targa commemorativa presso l’Unione Regionale Basilicata in via Napoli, alla presenza del Segretario Generale Vito Panzarella e del Segretario Uil Pierpaolo Bombardieri.

Nel corso dell’evento si è discusso di come la FENEALUIL ha saputo leggere e affrontare i profondi cambiamenti economici, sociali e politici che hanno attraversato il nostro Paese in questi 70 anni. Presentate due pubblicazioni: la prima sulle 17 stagioni congressuali che hanno plasmato la FENEAL che oggi conosciamo, analizzata nel contesto storico di riferimento; la seconda, uno studio dal titolo “70 ANNI DI SISTEMA DELLE COSTRUZIONI. Analisi ed evoluzione del settore nel contesto economico e sociale. Prospettive ed opportunità” a cura del Sociologo Mario Abis e Economista Angela Airoldi. Allestita una mostra documentale e fotografica sui materiali del I congresso della categoria.

Presente l’intera segreteria confederale, i segretari generali della Feneal Basilicata e della Uil Basilicata Domenico Paolicelli e Vincenzo Tortorelli, ospiti istituzionali tra cui il Sindaco di Potenza Mario Guarente e il Presidente della Basilicata Vito Bardi.

Panzarella ha aperto i lavori con la sua relazione introduttiva in cui ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno portato alla costruzione del sindacato che oggi rappresenta 159.200 lavoratrici e lavoratori. “Dedichiamo questa importante ricorrenza a tutte le vittime sul lavoro – ha dichiarato il segretario ricordando come questa battaglia purtroppo ancora non è vinta e come non passi giorno senza che la conta delle vittime debba essere aggiornata – le norme ci sono e vanno applicate e nuovi strumenti come il Durc di congruità possono davvero fare la differenza.”

La Feneal – ha spiegato – nasceva appena 18 mesi dopo la nascita della UIL e come tutte le cose importanti, non è stata costruita in un solo giorno, al contrario è stato un lungo e avvincente percorso democratico e progettuale, scandito dalle varie tappe congressuali, che ne hanno definito i contorni organizzativi, i valori e i principi di fondo. Come la UIL è stata capace di essere una protagonista delle vicende economiche e sociali del Paese, respingendo l’omologazione e riuscendo ad affermare nel tempo i suoi valori fondanti quali l’autonomia, la libertà, la giustizia sociale ed il rispetto dei principi di democrazia. Un percorso di sviluppo e di crescita che non si è ancora esaurito e che arriva fino ai nostri giorni, nella consapevolezza che questa Organizzazione è un’entità vitale, in continuo divenire e che non prescinde dalle sue radici storiche.”

La neo costituita FENEA, perché all’epoca non erano rappresentati i lavoratori del comparto legno che ne entrarono a far parte solo nel 1958 quando il terzo congresso cambiò la denominazione del sindacato da Feneal a Feneal, si trovò subito a fare i conti con i grandi problemi dell’epoca: la categoria dei lavoratori edili infatti era la più proletaria e dise­redata insieme a quella dei braccianti agricoli. Soffriva di un’endemica incertezza di lavoro ed era suc­cube di una sistematica inadempienza contrattuale, la propria forza lavoro era ridotta da un pesante flusso migratorio verso Paesi che offrivano maggiori opportunità e aveva grossi problemi di for­mazione professionale, con un regime pensionistico molto carente, infortuni, malattie e invalidità a livelli impressionanti.

“A settant’anni da quei giorni – ha sottolineato il segretario Panzarella – fa una certa impressione constatare che per i lavoratori del settore costruzioni i temi caldi non siano tanto cambiati e, per molti versi, coincidano con gli obiettivi che oggi indirizzano le nostre rivendicazioni. La missione della FENEALUIL per il futuro è quella di essere un sindacato di categoria moderno e sincronizzato sulle reali e attuali esigenze del lavoratore, per contribuire al miglioramento della sua qualità di vita, non solo in termini di condizioni economiche, ma anche di dignità e sicurezza. Molte sfide non possono più essere eluse o rinviate e riguardano il necessario ammodernamento del patrimonio immobiliare e infrastrutturale del nostro Paese, in un’ottica di sostenibilità ambientale, così come previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e da sempre rivendicato dalla FENEAL e dalla stessa UIL. Per fare questo occorre una lungimirante politica industriale all’interno di una visione complessiva di crescita del Paese che permetta di sfruttare a pieno la collocazione strategica dell’Italia al centro del Mediterraneo e la riattivazione di un programma di piccole e medie opere, funzionali allo sviluppo e alla difesa del territorio contro il dissesto idrogeologico e al recupero delle periferie. Il ruolo del sindacato diviene quanto mai centrale e necessario in questa fase – ha continuato – nella misura in cui riuscirà ad interpretare, leggere e tradurre i cambiamenti in tutele e nuovi diritti, dando centralità ai lavoratori che dovranno essere i veri protagonisti. Il sindacato delle costruzioni non deve più esprimere il proprio ruolo prevalentemente in coda alla filiera ma occorre conquistare un ruolo a monte, nella fase di orientamento e di progettazione.  Innovarsi diventando un protagonista proattivo ai vari livelli e creando una specifica interfaccia sul piano politico e istituzionale. Il sindacato delle costruzioni per contribuire si deve aprire al contesto favorendo l’innovazione dei saperi e delle tecnologie, attrezzando la bilateralità, e in particolare i centri di formazione, a diventare laboratori aperti capaci di coinvolgere i tanti interlocutori attivi nella filiera. In particolare – ha concluso – avvertiamo la necessità che questo settore si trasformi finalmente in quella che potremmo definire a pieno titolo l’industria delle costruzioni che vuol dire innanzitutto attuare un grande balzo in avanti in termini di qualità, innovazione, specializzazione, investendo su nuove tecnologie, tecniche produttive e materiali. Primo obiettivo diventa puntare sulla formazione. Secondo, non in termini di importanza naturalmente, è ripristinare un mercato delle costruzioni sano, dove possano operare soltanto imprese che, oltre ad avere i requisiti tecnico professionali, garantiscano qualità del lavoro e sicurezza ai loro dipendenti, nel pieno rispetto di norme e contratti.”

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