MENU

MENU
Camera - Senato

DL Semplificazioni

12 settembre 2020 • Edilizia, News

Il dl Semplificazioni, approvato  al Senato, è legge dopo il via libera definitivo della Camera nei giorni scorsi. Di seguito la tabella elaborata dal Sole 24 ore – edilizia e territorio che riassume le misure per edilizia e appalti ed un articolo esplicativo di Mauro Salerno.

Dl Semplificazioni, la nuova mappa delle misure per edilizia e appalti.

Maxi-tabella

di Mauro Salerno – edilizia e territorio

In breve

Guida alle norme articolo per articolo. Focus sulle novità apportate durante l’esame in Parlamento

C’è la conferma delle deroghe e dei commissari per far ripartire gli investimenti, ma ci sono anche tante altre novità nel testo del decreto legge sulle semplificazioni approvato in via definitiva dal Parlamento. L’esame delle Camere ha arricchito un testo già denso di articoli e contenuti apportando numerose novità al provvedimento, a partire dall’estensione di sei mesi dei termini di applicazione delle deroghe che ora varranno per tutto il 2021, invece di fermarsi a luglio.

Per aiutare operatori, imprese e stazioni appaltanti abbiamo concentrato in questa maxi-tabella le misure del decreto Semplificazioni, oramai convertito in legge, con impatto per il mondo degli appalti e dell’edilizia in genere. La tabella riporta ovviamente tutte le misure previste dal decreto, segnalando in grassetto le novità intervenute durante il dibattito parlamentare, segnato da roventi polemiche soprattutto per i paletti imposti alle operazioni di rigenerazione urbana nei centri storici.

Moltissime le correzioni nel merito. Si parte con l’innalzamento a “soli” 75mila euro dell’importo per gli affidamenti diretti per forniture e servizi (incluse le progettazioni), che il testo originario portava a 150mila euro come per i lavori, fino all’applicazione obbligatoria della clausola sociale negli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, che finora era solo una facoltà. Restando al sottosoglia un’altra novità forte riguarda la cancellazione dell’obbligo di pubblicare l’avviso di aggiudicazione degli affidamenti diretti di importo inferiore ai 40mila euro. Una misura che rischia di sottrarre completamente ai riflettori di pubblicità e concorrenza i piccoli affidamenti rimessi ai rapporti di fiducia tra imprese e funzionari delle Pa, che spesso finiscono al centro di inchieste e scandali. Addio (almeno fino tutto il 2023) anche al dèbat public. La misura di formazione del consenso sulle grandi infrastrutture di cui si torna a parlare ciclicamente ogni volta che si discute dei nodi che ostacolano la realizzazione delle grandi opere viene rimessa nel cassetto per altri tre anni.

Sui criteri di aggiudicazione arriva un chiarimento importante riguardo agli appalti ad alta intensità di manodopera, che insieme ai servizi sociali e di ristorazione dovranno continuare a essere affidati con il criterio dell’offerta più vantaggiosa.

Il Parlamento ha confermato ed esteso fino al 31 dicembre 2021 la maxi-deroga che consente di bypassare tutte le norme di legge per gli appalti di importo superiore fino a 5,3 milioni di euro per realizzare un ampio ventaglio di infrastrutture dalle scuole alle ferrovie. Durante l’iter di conversione è stato aggiunto all’elenco anche la riqualificazione degli edifici pubblici sedi di attività istituzionali. Fino alla fine dell’anno prossimo inoltre una deroga ad hoc consentirà al gruppo Ferrovie dello Stato (di cui fa parte anche Anas) di fare acquisti infragruppo senza applicare le norme sugli appalti.

Una novità importante per gli enti locali è l’istituzione di un fondo ad hoc presso il Mit mirato alla formazione e all’aggiornamento professionale dei Rup. Mentre sul fronte della sicurezza i sindacati incassano finalmente l’introduzione dei Durc di congruità sulla manodopera. Anche se per far rendere davvero operativa la misura servirà un nuovo decreto del Mit.

Il capitolo più ricco di novità è quello dell’edilizia privata. I paletti imposti alla rigenerazione urbana nelle zone omogenee A e le aree a questa assimilabili (in pratica la città storica, ma non solo) hanno sollevato le proteste di costruttori e immobiliaristi. Un pacchetto di semplificazioni di rilievo riguarda le autorizzazioni dei progetti in zona sismica (gran parte del territorio italiano). Il decreto dimezza da 60 a 30 giorni i tempi di risposta degli uffici tecnici regionali e impone la formazione del silenzio-assenso espresso, tramite lo sportello unico edilizia. Ci sarà più tempo per portare a termine i piani di lottizzazione (proroga di tre anni delle date di inizio e fine lavori) e anche le operazioni autorizzate con permessi di costruire (un anno in più per iniziare i lavori e tre anni in più per ultimarli).

Per accelerare la realizzazione delle opere di competenza statale arriva una novità relativa alle attività di verifica dei progetti. Gli incarichi di validazione (disciplinati dall’articolo 26 del codice appalti) dovranno includere anche la conformità dei progetti alle norme tecniche per le costruzioni entrate in vigore nel 2018. I progetti corredati di verifica dovranno poi essere depositati con modalità telematica presso l’archivio informatico delle opere pubbliche (Ainop).

Importante la novità relativa alle opere di riqualificazione edilizia relative a scuole, università, ospedali e case sociali. Questi tipi di interventi dovranno sempre essere autorizzate tramite Scia, purché iniziate entro il 31 dicembre 2022 e realizzate sotto il controllo pubblico mediante interventi di ristrutturazione urbanistica o demolizione e ricostruzione. In più potranno contare sull’ok a un bonus volumetrico del 20 per cento.

Nel decreto trovano, infine, spazio anche una nuova versione della legge stadi e soprattutto l’ennesimo tentativo di portare avanti le demolizioni dei fabbricati abusivi, mettendo in campo i prefetti. Difficile, ma magari stavolta funziona.

Tabellone_decreto_semplificazioni_post_conversione

 

 

« »